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Charles de Foucauld

 

“GRIDARE IL VANGELO CON LA VITA”    CHARLES DE FOUCAULD 1916- 2016
CONVEGNO DI ROMA 10-11 SETTEMBRE 2016


Il convegno si apre con la lettura dei saluti ai partecipanti di Papa Francesco e con queste sue parole “Ad amare gli altri si impara ad amare Dio”. I lavori proseguono con la prima relazione di mons.Guasco
dal titolo : “Il contesto storico degli anni di Charles de Foucault”.
La relazione tratta ampiamente i seguenti punti:

  • la laicizzazione della scuola francese,

  • la crisi del positivismo,

  • la separazione dello stato dalla Chiesa,

  • l’espansione delle scienze religiose,

  • la nascita delle università ecclesiali riconosciute dallo Stato,

  • la encicliche di Leone XIII,

  • il rapporto tra la Chiesa e la situazione politica,

  • la diffusione dell’anticlericalismo in Francia,

  • la dialettica nella chiesa sul tema della democrazia,

  • la presenza della chiesa nel sociale con la nascita di circoli operai guidati da sacerdoti,

  • l’istituzione di “settimane sociali” nel mondo cattolico,

  • il caso Dreyfus,

  • lo sviluppo delle scienze bibliche,

  • il calo delle vocazioni e contemporaneamente un aumento delle libertà per la chiesa perché lo stato non decide più le nomine dei vescovi.

Da questa relazione si ricava un quadro generale della situazione dove se da una parte lo stato francese amplia la sua laicizzazione dall’altra c’è una vivacità del mondo cattolico di idee e di azione. Charles de Foucault si muove all’interno di una dialettica che lascia aperte possibilità nuove per esprimere un cattolicesimo vivo e aderente al Vangelo.
La seconda relazione, tenuta da sr.Antonella Fraccaro
appartenente alle”Discepole del Vangelo”, ha come titolo “Come il chicco di grano….Charles de Foucault, la fecondità di una vita donata”. ”Se il chicco di grano caduto in terra non muore,rimane solo;se invece muore,produce molto frutto” Gv. 12,24. Da una lettera di Charles de Foucault: “…..ci vorranno forse dei secoli tra i primi colpi di zappa e il raccolto…ma più si lavorerà velocemente e più si compiranno sforzi più colui il quale “dà a chi chiede e apre a chi bussa” benedirà il lavoro dei suoi servi e farà maturare velocemente i frutti. Charles è un seme gettato nel deserto per far fiorire il Deserto del Sahara, che ha portato, in vita e dopo, molto frutto. Perchè il deserto? Gesù è il seme e vi sono i testimoni, Charles è uno di questi e ha raccolto questo seme. La relazione tra Charles e Gv.12,24 è essere allo specchio dove la vita è il seme che accetta di avere un tempo di morte e un tempo di vita. Charles accetta di perdere la vita per far vivere gli altri nel chicco di grano che muore. Queste sono le relazioni, Charles ha privilegiato le relazioni, più di cinquecento persone comunicavano con lui, e scriverà diverse regole. Charles accetta la sofferenza, la solitudine, affidandosi completamente a Dio con totale fiducia. Il suo desiderio è la totale apertura agli altri nella semplicità e nella ricchezza dello spirito di Nazareth.
La terza ed ultima relazione è tenuta da mons.Sequeri
e ha il seguente titolo “La dimensione contemplativa della fede di Charles de Foucault”.
Il relatore indica come l’adorazione sia il centro della contemplazione di Charles e ne afferma la sua attualità. E’ la forza della chiesa ed è necessario ed indispensabile praticare l’adorazione perché il corpo del Signore ha un effetto sulla nostra vita, dona trasparenza, chiarezza e rafforza la fede. E’ importante, prosegue Sequeri, proporre al popolo di Dio che avere fede significa avere una storia con Dio, comprendere nell’umiltà che la nostra storia non è solo nelle nostre mani. In questo tempo, nel quale è aumentata la presunzione e l’onnipotenza, è necessario credere nella presenza del Signore e riscoprire la centralità dell’Eucarestia nella Chiesa; in questo modo la prossimità si radica e si sviluppa a partire dall’Eucarestia. La proposta di Charles de Foucault è dunque attualissima, un dono dato alla Chiesa, più per quella odierna che per quella di allora. Altro punto trattato da Sequeri è l’alleanza tra Cristianesimo monastico, in senso ampio, e il domestico, dove la preghiera e la prossimità fanno sì che avvenga. Infine un accenno al rapporto tra Chiesa ed Europa, affermando che quest’ultima è stata per la chiesa Nazareth. Ora però è necessario distaccarsene perché il Cristianesimo non può identificarsi con l’Europa.

Il convegno prosegue con le testimonianze di piccoli fratelli e piccole sorelle di Charles de Foucault che, con la semplicità che li contraddistingue e grande forza, raccontano le loro vite indicando come vivono la prossimità e il dialogo interreligioso nello spirito di Nazareth. Gentilezza e delicatezza permettono di stabilire delle relazioni dando importanza alle piccole cose.
Toccante, infine, è stata la testimonianza del missionario Allegri rapito da Boko Haram e fatto prigioniero con una suora ed un altro missionario. Racconta come sia stato per lui un tempo di spoliazione e di deserto, di abbandono, di preghiera e di fraternità. Ogni giorno facevano la lectio sul Vangelo di Matteo e si scambiavano le reciproche riflessioni. Si sono aiutati e si sono sentiti missionari, erano una chiesa spogliata. “Sono certo-dice Allegri-che Gesù ha incontrato le persone che ci sorvegliavano. Per me, questa esperienza,è stata come una seconda chiamata e una conferma di essere nella spiritualità di Charles de Foucault” conclude il missionario lasciando all’assemblea la concretezza , la realtà  e l’attualità di Charles de Foucault.
         Laura Molducci

 
 
 
 
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