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A Ravenna inaugurato il "Largo dei Giusti tra le Nazioni"


Domenica  5 marzo 2017,  ai Giardini Pubblici di Ravenna, si è tenuta alla presenza del rabbino Luciano Meir Caro, una cerimonia molto bella e significativa, aperta a tutta la cittadinanza,  per conferire al piazzale centrale dei giardini, prospicente la Loggetta Lombardesca, il nome: "Largo dei Giusti tra le Nazioni" in ricordo degli undici cittadini di Ravenna,  Bagnacavallo e  Cotignola che, durante la seconda guerra mondiale, protessero e salvarono dalle persecuzioni molti Ebrei.
La cerimonia è iniziata alle 9.30, nella sala Conferenze del Planetario, con un Concerto Musicale a cui ha partecipato il Coro "Giorgio Gaudenzi" dei ragazzi della Scuola Primaria F.Mordani, diretto dalla maestra Katia Gori, e accompagnato dal suono dell'ocarina e del flauto del musicista Michele Carnevali. I piccoli cantori sono poi stati presenti a tutta la cerimonia alternando i loro bellissimi canti, anche ebraici, agli interventi delle autorità e dei relatori.
Ha preso la parola per primo il Presidente del Circolo Culturale "Garibaldi tra terra e mare" Lidiano Zanzi, e ha spiegato che questo giardino vuole essere un memoriale di tutti coloro che a Ravenna e provincia, negli anni 1943-1945 si sono opposti al genocidio degli Ebrei, non avendo rinunciato alla propria umanità. Questo memoriale si ispira al giardino e Museo Yad Vashem di Gerusalemme e dedica un leccio a  ognuno degli 11 nostri concittadini che si impegnarono con prove di coraggio disinteressato e civile solidarietà umana a sottrarre alle retate nazifasciste intere famiglie di Ebrei, salvandoli così dalla Shoah. Ai piedi degli 11 alberi di leccio prescelti, sono stati piantati paletti che sostengono targhe con sopra impresso il nome di ognuno di questi giusti, riconosciuti anche a Gerusalemme, per un ricordo eterno. Questa iniziativa del tutto nuova è stata voluta  dal Circolo culturale "Garibaldi fra terra e mare", ed è stata accettata con entusiasmo dal  Comune di Ravenna. I soccorritori, pur conoscendo i famigerati bandi del feldmaresciallo tedesco Albert Kesserling e le ordinanze della polizia fascista, che comminavano la pena di morte a tutti coloro che prestavano assistenza agli ebrei, misero a repentaglio la propria incolumità compiendo una scelta di alto valore cristiano civile e umano, preferendo salvare i perseguitati che cercare solo la propria tranquillità. Anche molte altre persone,  e alcune istituzioni laiche e religiose,  furono coinvolti in questa opera di salvezza. Dunque  anche queste persone eroiche, più di un centinaio, di cui non sempre si sa il nome,  vengano ricordate e onorate con targhe dove i loro nomi o le loro qualifiche sono raggruppati. Questo è un messaggio positivo da tramandare ai posteri e da inserire nei programmi di insegnamento ai giovani nella speranza che nulla del genere si possa mai ripetere in futuro.
Il vice-sindaco di Ravenna e i sindaci di Bagnacavallo  e di Cotignola,  hanno rivolto discorsi al pubblico presente.  Il primo, Eugenio Fusignani,  ha rievocato le figure del ravennate Gino  Muratori e di sua moglie Giuseppina Frignani, che ospitarono le famiglie Finzi-Rimini, in tutto una decina di persone provenienti da Ferrara, braccati dalle SS, come ha testimoniato il dott. Cesare Moisè Finzi nel libro "Qualcuno si è salvato ma niente è più stato come prima" uscito qualche anno fa;  il vicesindaco ha detto che noi ravennati, che veniamo da una grande tradizione di accoglienza, dobbiamo essere in prima linea nell'esprimere la gratitudine ai soccorritori e la nostra vicinanza al popolo ebraico; infatti non possiamo dimenticare che grazie anche alla Brigata Ebraica, i cui caduti sono sepolti nel cimitero di Piangipane, Ravenna venne liberata dal nazi-fascismo. Poi il sindaco di Bagnacavallo, Eleonora Proni, ha ricordato Antonio Dalla Valle, la famiglia Tambini, e molte altre famiglie sconosciute che diedero asilo durante la Seconda Guerra mondiale a cittadini ebrei rischiando la loro vita, perché ritenevano giusto farlo. A Bagnacavallo è già stato dedicato nel 2012 un Parco ai Giusti; è bello dare ai bambini la possibilità di partecipare a queste manifestazioni e scoprire le targhe dei Giardini, perché in questo modo condivideranno  questa memoria, facendola propria. Infine il sindaco di Cotignola, Luca Piovaccari ha rievocato la storia di eroismo, di coraggio e di amore, che ha visto l'intera comunità di Cotignola dar vita a una rete di solidarietà capace di sottrarre alle persecuzioni razziali intere famiglie di ebrei e perseguitati politici. Questo coinvolse l'intera Amministrazione comunale, con il commissario prefettizio Vittorio Zanzi, l'artista Luigi Varoli e le loro mogli. Nonostante la cittadina avesse subito terribili bombardamenti e molte famiglie fossero rimaste senza casa, molti abitanti di Cotignola aprirono le loro porte ai perseguitati, per settimane o per mesi. Questa storia deve essere sempre ricordata anche attraverso luoghi simbolo come questo che si inaugura a Ravenna.
Anche Guido Ottolenghi, della Comunità ebraica ravennate, ha voluto portare la sua commossa testimonianza, leggendo un brano del diario di sua nonna che narra la terribile giornata in cui la famiglia fu costretta a fuggire da Marina di Ravenna dove villeggiava e trovò riparo proprio a Cotignola dove i figli furono assistiti amorevolemnte dall'artista Luigi Varoli che li sostenne e incoraggiò in quei terribili mesi insegnando loro la pittura e la ceramica. La dirigente scolastica Agostina Melucci ha spiegato il valore dell'insegnamento ai giovani di quanto è successo e  Gregorio Caravita, storico e ricercatore, e Presidente dell'Associazione Italia-Israele, autore di libri sugli ebrei della nostra provincia, ha rievocato altre figure non note di ravennati che hanno soccorso gli Ebrei.
Infine il rabbino di Ferrara Luciano Meir Caro ha parlato del Giorno della Memoria, in cui si ricordano le vittime della Shoah, e ha ricordato gli italiani, molti dei quali sconosciuti, che a loro rischio hanno aiutato gli Ebrei perseguitati. Per gli Ebrei, ha spiegato,  il giorno della memoria è tutti gli anni una  ferita riaperta a causa del negazionismo e della sottovalutazione della Shoah che attualmente vediamo svilupparsi. L'Europa non ha ancora fatto del tutto i conti con le responsabilità del proprio passato. Dunque bisogna rendersi conto della gravità di ciò che è successo, della degenerazione civile che si è verificata e potrebbe ancora verificarsi, ora soprattutto che stanno scomparendo i testimoni oculari.
 Infine tutti i presenti sono usciti sul piazzale davanti alla Loggetta Lombardesca e hanno assistito allo scoprimento delle targhe da parte dei bambini del Coro intitolato a Giorgio Gaudenzi, il direttore didattico prematuramente scomparso, che ha dato vita nella Scuola Mordani a molte iniziative e manifestazioni per ricordare quelle terribili persecuzioni. La scuola stessa poi ha impiantato la "pietra d'inciampo" voluta dall'Amicizia Ebraico Cristiana di Romagna in ricordo dello scolaro Roberto Bachi che frequantò la terza elementare al Mordani nel 1938 e pochi anni dopo perì vittima della Shoah.
                                                                                                    Giovanna Fuschini






 
 
 
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