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"Pietra d'inciampo" a Ravenna

Domenica 13 gennaio 2013, alle ore 10 si è svolto nella nostra città un evento particolarmente significativo, organizzato dall'associazione Amicizia Ebraico Cristiana di Romagna congiuntamente alla Scuola Elementare Filippo Mordani, col patrocinio del Comune di Ravenna. Davanti alla Scuola Mordani, sul selciato, è stata inserita una pietra che, con la lucentezza dorata della sua superficie (su cui spiccano un nome, una data di nascita e una, presunta, di morte), ha lo scopo di  attirare lo sguardo e l'attenzione di chi passa. Questa pietra  racconta che 75 anni fa qui fu scolaro un bambino di otto anni il quale, in seguito alle leggi razziali, nel 1943 venne arrestato e deportato ad Auschwitz, dove morì nel 1944. Era Roberto Bachi: in suo ricordo nell'atrio della Scuola Mordani è già presente una grande lapide, e la Scuola da vari anni organizza concorsi, attività, seminari per far conoscere agli alunni la figura del piccolo scolaro, l'orrenda discriminazione di cui è stato vittima insieme a tanti altri, e per infondere nei giovani il rispetto verso tutti e la convinzione che tutte le persone, di ogni cultura e religione, hanno il diritto di godere di libertà e uguaglianza , secondo il dettato della nostra Costituzione. Quest'anno, perché la memoria diventi parte integrante della vita quotidiana,  seguendo l'esempio di quanto è stato fatto a Roma e in altre città d'Italia e d'Europa, si è voluto aggiungere questa "pietra d'inciampo", perché i bambini entrando a scuola possano vederla ogni giorno. A questo scopo è stato chiamato l'artista tedesco, Gunter Demnig, che ha ideato e si è specializzato in questo tipo di installazioni dette stolpernsteine.
Ne è scaturita una cerimonia bella e commovente, molto partecipata, che si è svolta nel grande atrio della Scuola. La Dirigente scolastica Rita Lugaresi ha introdotto l'evento con parole semplici ma toccanti, ha presentato gli interventi del sindaco, del prefetto, della presidente AEC  Maria Angela Baroncelli, del rabbino Luciano Caro, degli anziani compagni di scuola di Roberto Bachi, di alcuni suoi famigliari, e dell'artista autore dell'installazione. Ma soprattutto ha chiamato i piccoli scolari a eseguire, fra un intervento e l'altro, cori, danze ebraiche, recitazioni di composizioni poetiche di loro creazione, canzoni nate durante seminari scolastici, letture; con questo hanno dimostrato quanto ricca di valori sia stata questa didattica della memoria, quanto impegnato ed efficace il metodo di lavoro messo in opera nella scuola, quanto importante la collaborazione con l'Associazione Amicizia Ebraico-Cristiana di Romagna.
Giovanna Fuschini

 

Testimonianza  

  Come Presidente dell'Associazione A.E.C. della Romagna e della Federazione delle A.E.C. d'Italia, vorrei aggiungere alcune considerazioni personali, che ritengo importanti, a quanto scritto da Giovanna.
  Nell'anno scolastico 1937/38 quando Roberto Bachi frequentava la Scuola Filippo Mordani in via Filippo Mordani a Ravenna, io pure ero iscritta alla stessa scuola, per la seconda classe elementare. Può darsi, anzi senz'altro, che l'abbia visto nei corridoi o all'uscita alla fine delle lezioni.  Noi bambini non sapevamo delle leggi razziali emanate dal governo fascista di Benito Mussolini e tanto più eravamo all'oscuro di tutto ciò che  riguardava gli Ebrei.
  Mio padre Corrado aveva appartenuto al movimento Scout fondato in Italia dal famoso pedagogista Mario Mazza nel 1916 e poi soppresso dal governo fascista. Ricordo con piacere che mio padre ha sempre portato la cintura Scout, pur avendo dovuto cancellare la sigla ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani), ma lasciando il giglio di Firenze come segno di libertà. Abitando nel centro storico di Ravenna, in via Nino Bixio 15, per recarmi alla scuola percorrevo la via Pasolini, parallela alla via Luca Longhi e i miei genitori dicevano che erano le strade del ghetto.
  Non è un caso, per me, che oggi io mi trovi a insegnare l'ebraico biblico dal 1991 per l'Università di Formazione Permanente degli Adulti Bosi-Maramotti ogni lunedì e mercoledì da ottobre a giugno, nella stessa Scuola Mordani e in un'aula posizionata nell'ala destra dell'edificio che dà sul ghetto. La struttura del Mordani è quella di un monastero domenicano del 1500-1600 soppresso dallo Stato italiano e adibito a scuola. Penso che, probabilmente, il Monastero possa essere stato costruito sopra la sinagoga del ghetto come è successo in altre parti d'Italia, per esempio  in Sicilia all'Ortigia e in molte località della Puglia, in seguito alla distruzione dei luoghi di culto ebraici per sostituirli con altrettanti luoghi di culto cristiano. Durante la cerimonia della Pietra d'Inciampo, domenica 13 gennaio, mi ha fatto piacere incontrare alcuni compagni di scuola di Roberto che conoscevo dagli anni 1945/49, quando frequentavamo le scuole superiori, e che poi ho sempre visto a Ravenna da professionisti.
Maria Angela Baroncelli

LA VITA

un dono speciale
è arrivato fino a noi
cose che in passato
non potevate nemmeno immaginare, voi.

Voi,
ebrei innocenti,
sterminati e uccisi da delinquenti,

noi siamo più fortunati,
lo sappiamo, ma forse uno sguardo all'indietro,
per vedere quel passato tetro,
ci farebbe bene?

Sì,
forse sì, decisamente sì,
per ricordarci non solo oggi, ma tutti i dì.

     Benedetta  9 anni

 
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